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Tutti i valloni del versante orientale della Majella presentano delle caratteristiche simili: alte pareti rocciose laterali, notevoli dislivelli e pochissime persone in giro. Il vallone d'Ugni o di Palombaro non sfugge a queste costanti anzi; la parte bassa è simile ad un canyon poi, in alto, il panorama si apre e lo sguardo può spaziare sulle colline abruzzesi fino al vicino mare Adriatico. Terminata la valle si può salire in cima al Forcone, si allunga di poco ma la veduta che si ha sulle valli sottostanti (val Serviera, valle dell'Acquaviva, valle del Forcone) e sulle cime vicine (cima delle Murelle, monte Acquaviva, monte Pizzone) ripagano sicuramente della fatica. Tornati al rifugio conviene terminare il giro compiendo un anello e passare per il rifugio Montagna d'Ugni e il colle Strozzi. Anche qui la traccia è marcata e segnata con segni di vernice. Il tratto finale si svolge su strada ma nel complesso è poco rispetto allo sviluppo complessivo.

I rifugi che si incontrano sono aperti e molto accoglienti, in quello della Montagna d'Ugni addirittura c'è anche la legna. Sono di proprietà della Forestale e raggiunti da una strada di servizio chiusa ai mezzi motorizzati. Lungo il percoso non si incontrano sorgenti quindi occorre essere muniti di acqua a sufficienza. Sulle pareti della vallone stazionano molti camosci e non di rado, muovendosi, fanno cadere pietre che inevitabilemente finiscono sul fondo, nei pressi del sentiero. Occorre fare un po' di attenzione. Il tratto per raggiungere la cima Forcone è invaso dai pini mughi che costituiscono una barriera impenetrabile, per fortuna il sentiero è ancora percorribile anche se in qualche punto è abbastanza stretto. La cima più alta (il Martellese) invece è molto più difficile da raggiungere poichè coperta interamente dai pini. La zona, anche se ci sono sentieri segnati, è selvaggia e non sono molti gli escursionisti che si avventurano fino in cima. Un itinerario molto piacevole, estremamente panoramico, vario e di soddisfazione.

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Accesso

Salita

Dal parcheggio (770 m circa, area pic-nic #) si continua ancora sulla strada, si oltrepassa il bivio per la grotta di S. Angelo # # e si giunge alla fine del tratto asfaltato. Si continua per un breve tratto sulla strada brecciata # poi si prende a sinistra # il sentiero che prosegue nel fondo valle (capannina informativa e segnavia n. G5 bianco-rossi e P1 verdi #). Il sentiero, sempre ben marcato, si tiene sul fondovalle (fosso la Valle) per un lungo tratto circondato da alte pareti rocciose. A quota 1600 m circa si lascia sulla destra un vecchio stazzo con sentiero. A quota 1800 iniziano i pini mughi e il sentiero sale più deciso sul fianco destro della valle. Superato questo tratto tra i pini, il tracciato traversa verso la sella dove si raggiunge il rifugio Martellese # # # (2049 m, 2:30 ore: qui se si volesse si può terminare la salita e scendere direttamente verso il rifugio Montagna d'Ugni). Si continua a salire verso sud ed in breve si incrocia una capannina informativa all'inizio di una folta fascia di pini mughi #. La traccia entra nel bosco e dopo poco si raggiunge un bivio # ; prendere a sinistra (ignorando l'indicazione per le Murelle) e continuare a salire obliquando verso sud-est. Il sentiero, a tratti molto stretto ma sempre agibile # #, aggirata la cima boscosa raggiunge la sella sotto la Cima Forcone (2200 m, 3:00 ore). All'inizio per esili tracce di sentiero si prosegue tenendosi leggermente sulla destra del crinale, poi la traccia diventa più netta e si arriva sulla cima di questo monte (2240 m, 3:00 ore).

Discesa

Dalla cima si ridiscende per l'itinerario di salita fino al rifugio Martellese (0:20 ore). Si prosegue traversando verso sinistra su un sentiero che dapprima non è molto evidente ma poi diventa marcato. Raggiunta una sella si continua ad obliquare verso sinistra tra mughi fino ad incrociare la pista che collega i due rifugi (1960 m circa, #). Per questa strada si continua a scendere # fino al rifugio Montagna d'Ugni (1860 m circa, 0:50 ore # #). Da qui si continua in piano (segnale sentiero U3 #) e dopo un breve tratto (Colle Strozzi, 1800 m circa) si inizia a scendere verso sinistra. La mulattiera scende ripida e veloce con una bellissima veduta sul mare Adriatico e sulle colline dell'Abruzzo teatino. A quota 1130 m si lascia sulla destra il rifugio Colle Strozzi e si incrocia di nuovo la strada (1:45 ore, capannina informativa #). Si continua sulla strada e dopo numerosi tornanti si oltrepassa una sbarra (840 m circa) che impedisce il transito ai veicoli a motore #. Un ultimo tratto e si è al parcheggio (2:30 ore).

tracciato escursionismo, da palombaro per il vallone d'ugni, discesa per il rifugio - gruppo della majella

Dati tecnici

  • Difficoltà: E
  • Dislivello complessivo: 1500 m circa
  • Orario complessivo: 6:00/8:00 ore ore
  • Sviluppo complessivo: 20 Km circa
  • Segnaletica: sentiero segnato con segnavia bianco-rossi (sentiero G5) e vecchi segni verdi (sentiero P1) in salita. In alto alcune paline di legno sulle radure #. In discesa dopo il rifugio Montagna d'Ugni sentiero U3.
Bibliografia
  • Majella le più belle escursioni - Società Editrice Ricerche
Cartografia
    • Carta 1:25000 Majella - SER
    • Carta 1:25000 Montagne del Morrone – CAI Sezione di Sulmona
    • Carta 1:25000 Majella - Ed. Il Lupo

Immagini

Foto tratte da logo flickr Flickr (Antonio Palermi)

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