vedi flickr (www.flickr.com): Antonio Palermi Il vallone delle Cornacchie è il cuore del Gran Sasso. Frequentatissimo d'estate, lo è molto meno d'inverno anche per per la pericolosità del suo accesso (Passo delle Scalette). La sua risalita permette di giungere abbastanza facilmente alla base del ghiacciaio del Calderone da dove è possibile arrivare in cima alla vetta Occidentale del Corno Grande, la più alta del gruppo (2912 m). A metà vallone è posizionato il rifugio Franchetti, gestito e accogliente, rappresenta un ottimo punto di appoggio per gite di più giorni. E' gestito da Luca Mazzoleni autore dell'ottima guida di scialpinismo "La Montagna Incantata".
Questo itinerario è di rara bellezza, sia per il panorama sia per i luoghi che attraversa. Dalla cima ci si immette direttamente nella conca del ghiacciaio del Calderone e dopo questo si percorre l'ampio vallone delle Cornacchie fino al Passo delle Scalette. Superato il passo ci si immette nei larghi pendii del versante nord del Corno Piccolo e, per i suoi valloncelli, si giunge a Prati di Tivo. I pendii, specie della parte alta (Calderone e sopra il Franchetti), pur non essendo mai troppo ripidi, possono essere pericolosi in caso di neve dura e vanno affrontati con cautela. Il Passo delle Scalette invece va affrontato con neve sicura perchè valangoso.
Da quest'anno (2010) è in funzione una nuova ovovia che permette di risalire il tratto Prati di Tivo-Madonnina (partenza ore 8.30, 9.50 Euro A/R).

Accesso

Partenza da Prati di Tivo (1465 m).

Relazione

Se gli impianti di sci sono chiusi e non si vuole prendere l'ovovia, si risale il lungo pendio proprio sotto l'impianto fino al termine dell'ovovia (2007 m).
Qui si piega a destra e dopo una breve salita si entra nel vallone delle Cornacchie per il Passo delle Scalette, ripido e assolato.
Un volta nel vallone, si prosegue nel fondo per portarsi poi sulla sinistra quando si giunge nei pressi del rifugio Franchetti.
Dal rifugio (2433 m) si prende un largo costone che sale dritto; prima in leggera salita poi per un pendio più ripido si giunge alla base del ghiacciaio del Calderone.
Si entra nella comba e si risale il ghiacciaio fino alla forcella sommitale da dove in breve, per cresta (spesso indispensabili i ramponi) si arriva in cima alla vetta Occidentale (2912 m).

Discesa

Per il'itinerario di salita.



Dati
  • Dislivello: 1450 m circa da Prati di Tivo, 905 m dalla Madonnina
  • Difficoltà: BS/BSA
  • Orario: 5/7 (A/R)
Bibliografia
  • La Montagna Incantata vol. 2
  • Tracce di sci in Appennino
Cartografia
  • Gran Sasso 1:25.000 - CAI L'Aquila
  • Gran Sasso 1:25.000 - Ed. SER
  • Gran Sasso 1:25.000 - Ed. Il Lupo

Immagini

Foto tratte da logo flickr Flickr (Antonio Palermi)

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