vedi flickr (www.flickr.com): Antonio Palermi Fino agli inizi degli anni '80 questa via era considerata una delle più belle del gruppo e, secondo i primi salitori, la più bella della Prima Spalla. Una via quindi da ripetere se non altro per il valore storico che rappresenta. In realtà vale la pena ripeterla perché è una bella via. Certo che rispetto agli standard moderni sfigura un po', le protezioni sono vecchie e anche scarse (anche se nei punti più difficili sono abbondanti) e la roccia non sempre è ottima (anche se nel complesso è molto buona specialmente nella parte alta). Si tratta della via più lunga delle Spalle poiché attacca nel punto più basso della parete anche se nel tratto superiore confluisce sulla Virgola. Anche se sono presenti parecchie protezioni occorre portarsi qualche friend e cordini vari, le soste sono attrezzate anche se non tutte sono a prova di bomba, occhio quindi e nel caso rinforzate. Per scendere ci sono varie opzioni: in doppia, dalla vetta della Spalla sulla via delle Clessidre oppure, a piedi, o per la Normale al Corno Piccolo passando quindi al Rifugio Franchetti (la più lunga ma la più facile) oppure sempre a piedi, nel canale di Mezzo, più veloce ma con qualche breve passaggio di arrampicata.

La via fu aperta nel 1978 dagli Aquilotti di Pietracamela: Lino D'Angelo ed Enrico De Luca, entrambi guide alpine. All'inizio fu valutata VI e A0, diversi anni dopo (Antonioli-Ardito) tolsero l'A0 e la valutarono ED-, poi Grazzini ha abbassato la valutazione portandola a TD con passaggi di VI-. Sottili divergenze che fanno parte della storia dell'Alpinismo, forse sarebbe strano se tutti dessimo le stesse valutazioni.
Una "classica" d'autore vivamente consigliata.

Attacco

L'attacco è nel netto diedro proprio all'imbocco del canale Bonacossa (sinistra).

Dati tecnici

  • Sviluppo: oltre 300 m
  • Difficoltà max: passi di VI
  • Impegno: TD
  • Materiale: 10 rinvii, una serie di friend, cordini

Relazione

1 tiro
Si risale nel diedro su roccia non sempre ottima.
SI: 30 m, IV+
2 tiro
Ancora nel diedro, quindi ad un forcellino che da sul canale Bonacossa, infine per una rampa obliqua.
S2: 30 m, V+
3 tiro
Si entra nel nettissimo diedro fessura (dadi incastrati) per uscirne prima possibile, quindi si segue una fessura obliqua verso destra e, dove termina, si superano due brevi strapiombi. Ancora pochi metri ad un comodo punto di sosta.
S3: 50 m, VI
4 tiro
Tenendosi sotto il filo di cresta si raggiunge uno strapiombo che si supera facilmente sulla sinistra, sosta sul forcellino.
S4: 70 m, IV
5 tiro
Dal punto più basso del forcellino scendere pochi metri fino al fondo del canale quindi risalire alla base della prima netta fessura della soprastante parete.
S5: 20 m, III
6 tiro
Seguire la fessura, prima dritti poi, ad uno strapiombo, portarsi sulla destra, su placca fino alla sosta.
S6: 30 m, VI
7 tiro
Ancora per fessura fino a portarsi sul filo dello spigolo (sosta di Meridionalizziamoci).
S7: 25 m, V+
8 tiro
Risalire a destra la fessura che in breve termina sul filo di cresta (chiodo). Dritti sulle larghe fessure della Virgola, fino ad uno strapiombo.
S8: 60 m, III+
9 tiro
Superare lo strapiombo e per facili rocce ad una sosta su masso a destra.
S9: 30 m, III+
10 tiro
Da qui è possibile sciogliersi e per facili roccette in vetta.
100 m, II

Immagini

Foto tratte da logo flickr Flickr (Antonio Palermi)

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