vedi flickr (www.flickr.com): Antonio Palermi Probabilmente la zona del "Vecchiaccio", sulla parete ovest della Seconda Spalla, è tra i settori più "ingarbugliati" di vie del Gran Sasso. L'avvicinamento, l'altezza e la qualità della roccia rendono appetibile queste vie ad una moltitudine di persone per cui a fronte del divertimento a volte occorre stare attenti all'affollamento. Naso Piatto è una via abbastanza recente, indipendente (anche se incrocia Aquilotti '72), attrezzata con fix, su roccia ottima. Le protezioni non sono ravvicinate ma è possibile integrarle facilmente con dadi e/o friend. Bellissimo l'ultimo tiro, su una placca compattissima e non banale. L'itinerario, per la prima parte, passa a pochi metri (a destra) dalla via "Aquilotti 72" poi, quando questa traversa verso destra, la incrocia e continua dritta sulle placche alte. Una via piacevole e divertente.

Avvicinamento e Attacco

Preso il sentiero Ventricini e superato il canale del Tesoro nascosto, si superano due scalette e alcune corde fisse. Una cinquantina di metri prima di arrivare alla Forcella del Belvedere è visibile a sinistra un netto diedro-canale, si tratta della Aquilotti '72. L'attacco è pochi metri a destra di questa via.

Relazione (tratta dall'aggiornamento di Luca Grazzini)

Salire lo spigolo arrotondato a buchi (IV e IV+, numerose cless., cordino lasciato in due), dopo 10 m uno spit, tenendosi sempre sul filo (cless.) fino a un terrazzo erboso (30 m dalla base); proseguire poco a sinistra per una fessura – tralasciando a destra un’altra fessura - (spit, IV+) si sosta sotto una fessura che forma un diedro aperto (50 m, sosta con spit e 2 cless.).
Dritti per una marcata fessura (cless.), poi per placca fessurata che mano mano si fa più verticale, fino a un ch. dove la fessura termina (IV+), prendere a destra un’altra fessura verticale (friend) e dopo 3 m da uno spit spostarsi di nuovo a sinistra (V+) e rimontare a sinistra in leggero obliquo (VI-) fino alla sosta con spit e fix, in prossimità di uno spigolo tondeggiante, sotto un bel diedro-fessura (40 m).
Spostarsi leggermente a destra in placca, a prendere un diedro-fessura inclinato a sinistra, stretto e strapiombante (V), salirlo (cless. con kevlar) con difficoltà crescenti (V+ sost., friends medio-grandi), dove termina continuare a destra per un canaletto con massi incastrati e raggiungere in breve una scaglia verticale che forma un camino-fessura, salirlo (VI-, ch. tolto) fino a uscire su un terrazzo a breve distanza da una sosta del Vecchiaccio (it. 46q) che è a destra; dal terrazzo alzarsi appena e traversare a sinistra (kevlar lasciato), in leggera discesa per placca a buchi, quindi in leggera salita verso sinistra 5 m fino a sostare sotto un tetto (50 m, sosta con catena inox e 2 fix in comune con l’Aquilotti 72).
Spostarsi 3 m a sinistra, quindi su dritti per una larga fessura verticale (VI-, ch.), che via via si restringe e diventa strapiombante (VI, spit) fino a uscire su rocce più facili (spuntone), oltrepassare la sosta dell’Aquilotti 72 (che proviene da destra e prosegue poi ancora verso destra) e prendere una fessura rovescia ad arco verso destra, risalirla fino al termine (V), quindi verticalmente a prendere una fessura ancora più marcata, sotto strapiombi (IV+ e V sost.), che si segue (cless.) sempre obliqua verso destra (V sost.), fino a uno spuntone, dopo questo sostare, un metro sotto la fessura (50 m, sosta con fix, ch. e 2 cless.).
Si notano adesso due fessure parallele, orizzontali, un po’ ad arco verso destra, la via segue quella alta; dalla sosta salire più o meno dritti a uno spit (VI), poi in obliquo a destra a un secondo spit (VI sost.) che si oltrepassa montando in piedi sulla fessura più alta (VI+), proseguire ancora verso destra a un terzo spit (VI-), seguendo la fessura a un quarto spit (VI+); ora su placca a un quinto spit (VII-), 10 m con difficoltà continue portano a un altro spit (VII) un po’ a sinistra, si torna poi un po’ a destra in una zona dove la placca appoggia un po’ a destra in una zona dove la placca appoggia un po’ e forma una specie di incavo; si prosegue dritti (spit e cless., V+), ancora dritti per placca fino a un ultimo spit che si lascia un po’ a sinistra, si arriva a un’altra cless. lasciata, si supera verticalmente o leggermente a destra (V+) e si continua per placca levigata un po’ verso sinistra puntando a una fessura (V+) che più in alto termina a un intaglio dove si sosta con 2 fix (60 m; occhio agli scorrimenti delle soste).

Discesa

In doppie sull'altro lato della via oppure a piedi per il canale Bonacossa.


Schizzo della via Naso Piatto

Dati tecnici

  • Aperta da Fabio Lattavo e Luana Villani, 11 agosto 2000 - richiodata, ultimata e rettificata in alcuni punti il 23 settembre 2006
  • Prima ripetizione: Marco Sprecacenere, Antonio Stracqualursi, Roberto Borrelli e Massimiliano De Angelis, 20 luglio 2002
  • Sviluppo: 230 m
  • Difficoltà massima: VI+ (TD+)
  • Impegno: S2/II
  • Esposizione: sud-ovest
  • Materiale necessario: 10 rinvii, qualche friend medio-piccolo

Immagini

Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto
Alpinismo Gran Sasso - Naso Piatto

Foto tratte da logo flickr Flickr (Antonio Palermi)

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