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Giuseppe Antonini nel suo libro "Figlie dell'acqua e del tempo" giudica questa forra: "itinerario discretamente interessante, caratterizzato da un profilo essenzialmente verticale; diventa piacevole se affrontato in regime di massimo scorrimento". Da queste poche parole si capisce la profonda differenza tra chi pratica il torrentismo seriamente e chi invece scende qualche forra in modo saltuario come il sottoscritto e i suoi amici; i primi amano ficcarsi sotto l'acqua gelida, gli altri hanno freddo solo a pensarci. Per questo abbiamo ripetuto questa forra nel suo periodo di portata minima. Al di là di queste differenze acquatiche penso che entrambi apprezziamo la bellezza e la suggestione di questi luoghi nascosti e "misteriosi". La forra della Sibilla è conosciuta anche come Arcofù, dall'arco roccioso che sovrasta l'ultima calata prima di giungere sull'alveo del Tenna.

E' una forra molto ripida con diverse calate nel vuoto, non è particolarmente lunga (8 salti per un dislivello complessivo di circa 400 m) ed è completamente attrezzata con ottime catene inox e anelli resinati. La forra d'inverno è spazzata da numerose e violente valanghe per cui sul fondo del canyon si possono trovare vecchi tronchi e rami che comunque non danno particolare fastidio. A primavera presenta un discreto flusso d'acqua ma in estate è completamente secca. L'accesso non è banale poichè occorre scendere un ripido pendio erboso mentre l'avvicinamento è abbastanza lungo e può essere fatto da tre itinerari differenti. Una forra divertente, non difficile e molto bella.

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Accesso

Con un'auto
Si raggiunge in auto Rubbiano quindi si prosegue sulla strada bianca che dopo circa 2.3 Km è interrotta da una sbarra. Qui si parcheggia (900 m circa).
Si segue la strada che, in lieve discesa, termina alle Pisciarelle dove si incrocia il fiume Tenna.
Si supera il fiume su un comodo ponte di legno e qui inizia il sentiero che si inoltra nelle Gole dell'Infernaccio.
Dopo il primo tratto delle gole, molto suggestivo, il sentiero incrocia una pista. Dopo aver superato il bivio per l'eremo di San Leonardo si prosegue sempre tenendosi a pochi metri dal fiume. Dopo un lungo tratto si supera sulla sponda sinistra (salendo) il fosso le Vene quindi la pista inizia a salire per giungere infine ad un fontanile (# Capotenna, 1183 m, 1.15 ore).
Da qui si prende un sentiero sulla sinistra che sale verso Vallelunga. Si prosegue per un bel tratto fino ad incrociare una pista. Qui si lascia il sentiero e si segue questa pista (verso sinistra) fino ad una radura dove un sentierino sale dritto tra l'erba (segni rossi e ometti).
Il sentiero diventa subito molto netto # e con numerose svolte nel fitto bosco di faggi raggiunge infine una radura con il casale Lanza # sulla destra (1569 m, 2.15 ore).
Si oltrepassa il casaletto # quindi occorre fare molta attenzione per individuare la labile traccia che tra l'erba traversa in piano verso sinistra. La traccia diventa poi più netta e supera un crinale #. Qui siamo nell'imbuto del fosso della Sibilla. Per ripidi prati si scende sul fondo del fosso e dopo poche decine di metri # si giunge al primo salto (cordini sulla sinistra, 2.30 ore #).

Con due auto
Se si dispone di due auto è possibile compiere una bellissima traversata, dal rifugio Sibilla all'Infernaccio. Per compiere questa traversata si può scegliere tra due opzioni, la prima, più semplice, segue la strada della Sibilla fino a dove questa termina poi si scende per il sentiero del Guerin Meschino fino al Casale Lanza.
La seconda opzione consiste nel salire al monte Zampa dal rifugio Sibilla e da qui prendere il sentiero che traversa sotto la parete nord della Sibilla fino al fosso omonimo (Vedi Anello della Sibilla).

Materiale necessario

Le protezioni (catene e fittoni resinati #) sono tutte in loco eccetto un salto dove è presente un solo spit e quindi necessita di essere rinforzato. Portare due corde da 60 m, qualche cordino, qualche chiodo.


tracciato forra della sibilla o arcofù

Dati tecnici

  • Dislivello: 400 m circa
  • Orario avvicinamento: 2:00/3:00 ore
  • Orario discesa: 2:30/3:30 ore
Bibliografia
  • Figle dell'acqua e del tempo - Giuseppe Antonini - Società Editrice Ricerche

Cartografia

  • Carta 1:25000 - Società Editrice Ricerche

Foto di Antonio Palermi e Bruna Tassoni

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