
Colle Pelato (Gran Sasso)
Colle Pelato è un bellissimo balcone panoramico su tutta la catena del Gran Sasso e oltre. Per arrivarci ci sono varie alternative, dal versante nord si può salire da Flamignano oppure da Aquilano ma, in entrambi i casi, occorrerà percorrere un itinerario non proprio gradevole. In questa zona i sentieri sono quasi scomparsi per lasciare posto a numerosissime strade sterrate usate per la raccolta della legna. Il problema è che una pista creata per un cingolato non sempre si adatta al percorso di un escursionista. Tutto questo versante è coperto da boschi che, vista la quota, sono composti da numerossime specie arboree, anche dall'abete bianco che proprio qui ancora resiste in un piccolo nucleo: la Selva degli Abeti.
Monte Brancastello (Gran Sasso)
Questa zona del gruppo del Gran Sasso è poco conosciuta e ancor meno frequentata, forse perchè non facile da raggiungere oppure per i dislivelli mai banali. E' strano perchè gli itinerari di questo versante sono tra i più belli del gruppo, l'ambiente è selvaggio e grandioso, non si incontra nessuno e la sciata spesso è di grande soddisfazione. Di contro occorre essere pazienti perchè, per poter affrontare questi itinerari con sicurezza, occorre che le condizioni siano ottimali (tutto il versante è tormentato da valanghe) e spesso l'unico periodo ragionevole è la primavera avanzata. Periodo che però obbliga lo scialpinista a caricarsi gli sci sullo zaino per un lungo tratto in quanto la località di partenza è molto bassa (circa 800 m).
La Valle del Lago (Monti Sibillini)
La valle del lago di Pilato è percorsa da numerosi itinerari di scialpinismo. Alcuni sono dei classici del gruppo altri, più impegnativi, vengono ripetuti più saltuariamente perchè non è facile trovare le giuste condizioni del manto nevoso. Lunga e incassata raccoglie tutte le valanghe che cadono dai pendii laterali e quindi va percorsa con neve ben assestata. la gita scialpinistica più conosciuta e ripetuta è la via normale al Vettore da Foce di Montemonaco passando per il lago di Pilato, seguono il Ghiaione sud e diversi altri che scendono dalle cime secondarie. Comunque nessun itinerario può essere classificato come facile a meno che non ci si fermi al lago; raggiungere la vetta del Vettore comporta il superamento delle "Roccette", un tratto ripido che spesso richiede l'uso dei ramponi, il Ghiaione sud presenta un tratto ripido che richiede una buona padronanza degli sci come pure tutto il versante ovest del Vettore. Sicuramente qui è possibile fare gite scialpinistiche di grande soddisfazione e ognuno può trovare pane per i suoi denti.
TO.MI.CA. (Gran Gendarme - Monti Sibillini)
La via TO.MI.CA. al Gran Gendarme è stata portata a termine il primo novembre 2011. Si tratta della prima via in completa arrampicata libera che termina in testa al Gendarme (almeno così ci risulta). Si tratta di una via di 6 tiri di cui 4 veramente belli su roccia compatta e due di raccordo che intersecano (purtroppo!!!) la Direttissima alla Testa. La via, per seguire la bontà della roccia, è abbastanza sostenuta nelle difficoltà anche se i riposi non mancano. L’esposizione, specie negli ultimi due tiri, è spettacolare. Lo spirito di apertura è stato quello di creare una via fruibile ai più anche se questo ha comportato l’abbandono di una caratterizzazione alpinistica dell’itinerario: la scalata è di tipo Verdoniana ... la roccia non è da meno tranne qualche punto (vedi tiri di raccordo). Ad oggi la via non risulta liberata quindi il grado suggerito è indicativo e soggetto a revisione.
Monte Giano
(Gruppo del monte Calvo e del monte Giano)
Il gruppo del monte Calvo e del monte Giano ha dalla sua un superbo panorama sull'intero Appennino Centrale. Proprio da quest'ultimo montagna lo sguardo corre a 360° con una vista particolare sul vicinissimo gruppo del monte Terminillo. L'escursione descritta si svolge prevalentemente sul lato orientale del monte, un versante completamente diverso da quello che si affaccia sul paese di Antrodoco e che presenta la vistosa e chiacchierata scritta DUX. Questa parte della montagna è contraddistina da altopiani, boschi e radure che rendono il paesaggio dolce e molto rilassante. La gita però non è per nulla breve anzi, in totale sono più di 15 Km di cammino. Chilometri ben ripagati dal panorama e dalla varità dei paesaggi che si incontrano.
Il Canale dei Pilastri
(Pizzo Intermesoli - Gran Sasso)
Questo canale "ribattezzato" Canale dei PIlastri, è la normale via di discesa per chi scala i primi due pilastri di Pizzo Intemesoli. Ripido e a tratti molto incassato costeggia la parete rocciosa di Picco Pio XII e giunge senza interruzione fino al fondo della val Maone. Da scendere solo con condizioni di neve assolutamente stabile è una gita impegnativa con un dislivello di tutto rispetto (oltre 1600 m) e con tratti difficili. Lo spunto per questa gita è stato preso dal sito dei "Cavalieri della polvere" e secondo noi è una delle più belle gite scialpinistiche di Pizzo Intermesoli. L'itinerario inizia da Prati di Tivo ed è un susseguirsi di salite e discese, dopo la sella dei Grilli, spesso l'innevamento non è omogeneo ed occorre portare gli sci in spalla. La discesa avviene tra pareti rocciose dove è facile incontrare camosci. Una scialpinistica per intenditori.
Ancora Il Blu (Vena del fucile)
Si lo so tra qualche giorno devo andare.
Mi hanno diagnosticato la rottura del crociato anteriore del ginocchio destro ed anche quella del crociato posteriore del sinistro, insomma una mmerda!
Col lavoro vengo sommerso da mille responsabilità e la mia mente frulla e rifrulla attorno a quello che è E9, il mio mezzo di espressione assieme alla scalata, in più ci sono i miei piccoli che per quanto li ami, mi ciucciano energia di brutto, insomma “Ha frnut la pacchie’.
In questi giorni la mia tristezza per quello che dovrà venire si è trasformata in uno stato di quiete, a volte mi commuovo, anche per una minima cosetta e mi preparo per tutta la roccia che non potrò a lungo toccare.
Oggi però io e Dani, ci eravamo ripromessi di andare a scalare assieme, allora stamattina dopo aver sbrigato un paio di faccendine in ufficio, ho cominciato a viaggiare con la mente su quale fosse stato il posto verso cui partire.
Ferentillo? Trito e ritrito..
Cingoli dove c’ho quel progetto? No quello me lo tengo per quando ripartirò alla grande..
Aaaah sii, perché non portare Dani a vedere San Vito, poi la’ c’è anche qualche vietta interessante…
Si, oggi avevo dentro la voglia di qualche cosa, e non essendo uno stratega programmatore, anzi esattamente l’opposto, sentivo che però San Vito era la destinazione giusta, a Dani la cosa piaceva e allora via!
Prendiamo l’acqua alla fontanella nel piccolo paesino subito prima di iniziare la sterrata e poi ci mettiamo di nuovo in marcia.
Qualche curvetta, quando ad un tratto rivedo quel muraglione che vidi qualche anno fa proprio con Stefano Romanucci, prima della classica bastionata di San Vito e proprio li sotto ci mettemmo a disquisire su come fosse stata la roccia e se fosse stato possibile risalirlo, poi quella volta andammo altrove.
Ci fermiamo li sotto e mentre Dani era già pronta per le vie di San Vito, d’un lampo le chiedo di farmi un regalo:
“Da’, ci vieni con me lassu’ in cima? Oh ma guarda che cresta spettacolare?” quella bastionata d’un tratto era quello che volevo davvero, altro che Ferentillo o le vie difficili, volevo far sentire al mio corpo ancora una volta un po’ di fatica, incertezza e adrenalina! Per fortuna la mia ragazza è una donna intelligente e spesso io e lei ci capiamo al volo, ed il suo “va bene” arriva immediatamente.
Detto fatto butto tutto il materiale fuori dalla macchina e comincia la selezione delle cose preziose. Un mazzo di dadi, qualche cordino, dei friend, 2 corde, caschetti, un po’ d’acqua, lo zaino con le scarpette e il sacchetto della magnesite, e siamo pronti.
Saliamo veloci verso l’attacco tra pietrame e falasca, fino ad arrivare sotto il monolito di destra dove avrà inizio la nostra avventura.
La Valle di Santo Spirito (Majella)
La valle che scende dal monte Amaro verso Fara San Martino è talmente lunga che ha ben 3 nomi: valle Cannella, valle di Macchia Lunga e valle di Santo Spirito. In totale, dal monte Amaro al paese di Fara San Martino ci sono circa 2400 metri di dislivello. Lo scialpinismo qui acquista una dimensione diversa, prima di tutto occorre organizzarsi per una traversata, 2400 m di dislivello in salita non sono certo consigliabili a meno che non dobbiate espiare qualcosa di grave o avete delle forti tendenze masochistiche. Per fortuna esistono dei privati che fanno servizio taxi e possono accompagnarci al punto di partenza, purtroppo però spesso la strada che dal valico della Forchetta conduce a Campo di Giove è chiusa e quindi bisogna passare per Pescocostanzo, considerate un'ora e mezza circa nel cuore dell'Abruzzo.
La Cavata (Pizzo di Moscio - Monti della Laga)
Pizzo di Moscio si trova proprio al centro dei monti della Laga. Poche sono le gite scialpinistiche possibili; il versante occidentale è molto "sgarrupato" e composto essenzialmente da ripide balze rocciose, è possibile salire lungo la valle del fosso di Salva Grande ma si tratta di un percorso dove la componente sci è quasi nulla. Il versante orientale invece spicca per un lunghissimo e dolce crinale che da Ceppo permette di raggiungere la cima senza problemi (se i 20 Km tra andata e ritorno non rappresentato un problema). Questo percorso è frequentato e può essere percorso anche con le ciaspole proprio perchè non presenta fonti pendenze ma di contro la sciata offre poche soddisfazioni. Una validissima alternativa è rappresentata dal fosso della Cavata.
La Virgola (Monti Sibillini)
Il versante ovest della Cima del Redentore è solcato da numerosi canali, tutti sciabili. Partendo da Forca Viola abbiamo il Primo, il Secondo, il Terzo, il Quarto ed infine il Quinto chiamato "La Virgola", per la caratteristica foma curva della parte inziale. Proseguendo verso sud i canali diventanto meno pronunciati dei precedenti ma più ripidi (45° e oltre). La Virgola sicuramente è quello più frequentato e anche il più bello. Con una pendenza di circa 40° nel tratto centrale non può essere considerato sci-ripido ma richiede comunque una discreta tecnica sciisctica e va affrontato con neve assestata perchè valangoso. In genere viene sceso a primavera. Con neve buona la discesa è entusiasmante anche se monotona mentre la salita è tra le più belle del gruppo.








