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La via Di Federico - De Luca è stata la prima via aperta completamente in libera sul Monolito. Giampiero Di Federico qui ebbe una splendida intuizione e riuscì a trovare una linea tra le difficilissime placche di questo compattissimo scudo roccioso. Insieme ad Enrico De Luca, nel 1980, nasce così questa via che diventa subito una delle vie più ripetute ed apprezzate del Monolito. Prima di allora, sulla parete erano state aperte diverse linee, la Rosy, la via del Monolito, la Emanuela, Aquilotti 73, tutte però con passaggi di artificiale. Dopo la Di Federico - De Luca le placche non fanno più paura e, vista la qualità della roccia, vengono aperte alcune delle vie più dure del gruppo: Baphomet, Golem, Kronos, ecc. Qui iniziano a vedersi anche i primi spit, compaiono su "Il ritorno degli eroi", una via molto dura aperta da Fabio Delisi con Simone Gozzano e Fabrizio Lemma. Non sono accolti molto bene anche perchè vengono messi calandosi con la corda dall'alto. Poco dopo vengono rimossi. Siamo nel 1984, l'argomento spit si, spit no fa ancora molto discutere.

Oggi la parete del Monolito è satura di itinerari che a volte, purtroppo, si intersecano tra loro; sulla Di Federico - De Luca si incrocia la via Escaplano di Iannilli. Se non si presta attenzione si può rimanere ingannati dai chiodi di questa via ed invece di traversare tirare dritti, ma le difficoltà sono molto superiori. Roccia ottima e protezioni pessime. Questo è un altro aspetto di questo itinerario, in pratica gli ancoraggi, siano essi chiodi o cordini #, sono quelli usati in apertura o poco dopo. Qualche dado o tricam rimasto incastrato aumenta in numero delle protezioni ma sicuramente non la sicurezza. Per raggiungere l'attacco si può risalire facilmente la zoccolo roccioso sottostante (passaggi di II) oppure arrampicare su una delle vie che solcano la parete sottostante. La discesa può essere effettuata sia a piedi sia in doppia. Questa ultima soluzione è più rapida: 3 doppie e si è alla base della parete poi però occorre scendere lo zoccolo e per raggiungere la base si può usufruire di un'altra doppia. Per scendere a piedi generalmente si preferisce la Normale al Corno Piccolo.

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Avvicinamento e attacco

L'attacco della via si trova all'estremità sinistra della cengia alla base del Monolito, sulla verticale di una larga fessura. Per giungere fino qui però occorre risalire lo zoccolo sottostante per cenge e paretine (passaggi di II e III # #).

Relazione

  • 1° tiro: salire la fessura-diedro situata al bordo sinistro della placca # fino al margine superiore dove, a sinistra, sopra il terrazzino c'è la sosta (20 m, V+ - 1 tricam incastrato, 1 dado incastrato e due massi incastrati con cordino (marcio) - sosta: 2 fix).
  • 2° tiro: salire pochi metri quindi traversare lungamente verso destra fino ad un chiodo sotto il bordo del grosso strapiombo. Da qui dritto sulla fessura che delimita lo strapiombo fino alla sosta (35 m, V-, 3 ch., 1 tricam incastrato e un cordino d'acciaio, - sosta: 2 spit).
  • 3° tiro: si sale la rampetta che obliqua verso sinistra (2 ch.). Non andare oltre ma, giunti sullo spigolo, traversare a sinistra verso un cordino d'acciaio. Raggiunto il cordino dritto per fessura quindi risalire un leggero strapiombo verso destra e sostare sul comodo terrazzo (30 m, V+, 1 spit, 2 ch., 1 cordino d'acciaio - sosta: 1 spit e clessidra).
  • 4° tiro: dritti per placca (ch.) quindi, leggermente verso destra, si raggiunge una fessura che sale verso sinistra. Risalirla poi, superato un breve strapiombo, uscire su placca fino alla sosta superiore. Ci sono due soste in questo tratto di parete, una su clessidra e chiodo (verso il margine sinistro della parete, sosta della via del Monolito) mentre pochi metri a destra ce n'è una migliore (fix) e preferibile (40 m, V+, 4 ch. - sosta: 2 fix)
  • 5° tiro: da qui si prosegue per la via del Monolito. Dritti su placche e fessure fino alla cima del Monolito (Corno Piccolo). Uscita pochi metri a destra della croce di vetta (60 m, IV, 1 ch. e 1 clessidra - sosta: spuntoni).

Discesa

Dalla sosta finale, traversare pochi metri a destra (sinistra orografica). Pochi metri in basso c'è una sosta con catena e maglia rapida (via Rosy). Tre doppie e si è alla base del Monolito. Da qui per lo stesso itinerario di salita fino ad una doppia (60 m) che permette di raggiungere la base della parete


tracciato della via Di Federico-De Luca

Dati tecnici

  • Aperta da Giampiero Di Federico e Enrico De Luca nel 1980
  • Prima ripetizione: Paolo Abbate, Giampaolo Picone e Marco Re - 1 giugno 19781
  • Prima solitaria: Paolo Caruso - 1982
  • Prima invernale: Fabrizio Geranzani e Paolo Tintoni - 12 febbraio 1989
  • Sviluppo: 180 m
  • Difficoltà massima: V+
  • Impegno: R2/II
  • Esposizione: est
  • Materiale necessario: normale dotazione alpinistica, utili i tricam.
Bibliografia
  • Gran Sasso - proposte per quattro stagioni - Fabrizio Antonioli, Stefano Ardito - Zanichelli - 1982
  • Gran Sasso - le più belle ascensioni dal 3° al 7° grado - R. Ciato, F. Pennisi, B. Vitale - Edizioni Mediterranee - 1986
  • Gran Sasso - Luca Grazzini - Collana CAI-TCI - 1992
  • Gran Sasso - 105 itinerari scelti - Fabrizio Antonioli, Fabio Lattavo - Vivalda - 2000
  • Il chiodo fisso - Piero Ledda - Edizioni Il Lupo - 2012
  • Gran Sasso - vie classiche, moderne e d'aventura - Alberto Bazzucchi e Igor Brutti - Versante Sud - 2012

Foto di Antonio Palermi e Andrea Di Bello

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