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Il versante settentrionale del monte Prena è uno dei posti meno frequentati del gruppo del Gran Sasso. I sentieri che permettono di accedere in questa zona sono molto essenzialmente due, il primo sale dalla Radura del Quadrato e l'altro dal colle delle Nozze. Nonostante la scarsità di tracciati sono possibili più soluzioni per realizzare delle escursioni, ad esempio l'anello descritto sotto (salita dal colle delle Nozze e discesa per la Radura) può essere variato in diversi modi. Si può allungare giungendo al Vado di Ferruccio e scendendo per la Cimetta oppure, per chi vuole la vetta ad ogni costo, si può arrivare fino in cima al monte Prena. Ovviamente stiamo parlando di dislivelli di tutto rispetto quindi prima di provarci assicuratevi di essere ben allenati. Un altro aspetto da tenere conto è l'esperienza: per percorrere questi sentieri occorre essere molto esperti. I motivi sono diversi: dislivello, sviluppo e difficoltà. Dislivello e sviluppo sono quelli che sono (oltre 1400 m e circa 20 Km), se uno è allenato non ci sono problemi altrimenti meglo cambiare escursione. Per quanto riguarda invece le difficoltà il discorso è più sfuggente; il tracciato è segnalato, sia con segni di vernice (recenti in alcuni punti) sia con picchetti e/o ometti di pietra però in parecchi punti la traccia è molto esile e traversa su ripidi prati di erba alta. Scivolare qui potrebbe essere molto pericoloso. Inoltre in caso di nebbia trovare il percorso è sicuramente molto problematico. Se si vuole raggiungere il Vado di Ferruccio occorre anche superare un breve tratto attrezzato. Trattandosi di un Parco Nazionale non si capisce bene chi abbia segnato i sentieri, se sia opera dell'Ente Parco, di qualche sezione CAI oppure di semplici escursionisti. Fatto è che la segnaletica non è quella ufficiale (segni bianco-rossi), la numerazione sul posto è inesistente ma viene riportata sulla nuova carta del CAI dell'Aquila mentre è assente sulle altre carte (Il Lupo, SER, Meridiani Montagne, Kompass). I segni di vernice per indicare il percoso poi sono enormi e orrendi. Non è per fare polemica ma è tanto difficile fare le cose bene? Per il resto si tratta di un'escursione grandiosa; varia, panoramica e di grande soddisfazione.

Questo tracciato unisce tratti di sentiero usati in passato per diverse esigenze, il primo tratto, quello che risale Piano dell'Orto (vai a capire dove hanno visto il piano) è stato usato in passato dai legnaiuoli ed infatti ancora è visibile il tracciato della vecchia teleferica. In alto, sui prati di Ferruccio, ancora oggi sono visibili i resti di uno stazzo, qui i pastori trascorrevano l'estate; sicuramente nel passato le precipitazioni erano molto più abbondanti e i nevai resistevano più a lungo metre adesso durante tutto il percorso non si incontrano mai né sorgenti né fontanili. Durante questa salita si può ammirare la parete nord del monte Camicia; una muraglia di oltre 1400 m di roccia che precipita a picco sul Fondo della Salsa; uno squarcio dolomitico. Una grande salita.

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Accesso

Dalla località San Rocco, sopra Castelli, si prende una strada bianca che inizia poco a monte del Ristorante-Bar "4 Vadi". Si segue questa strada fino alla prima curva verso destra, nei pressi di un bivio in località Piano di Fallo.

Salita

Dal bivio (702 m, cartello #) si segue la pista che sale e passa al lato di alcune abitazioni. In breve si raggiunge un bivio (714 m), si prosegue a destra e si continua per un altro breve tratto, fino ad incrociare il fosso Leomogna che si guada abbastanza facilmente (731 m, 0:10 ore). Il sentiero prosegue sull'altro versante e con diversi tornanti sale deciso in un bel bosco di faggi adulti. A quota 960 m circa, si incrocia il Sentiero dei 4 Vadi riconoscibile per i segni di vernice rotondi. Si prosegue a sinistra e dopo un breve tratto si è di nuovo ad un bivio (colle delle Nozze, 979 m, 0:40 ore, cartello). Lasciato il Sentiero dei 4 Vadi che scende verso il Fondo della Salsa (vedi itinerario Fondo della Salsa, si segue a destra (nord) la netta traccia che sale nella faggeta (località Le Camiciole). Il sentiero si tiene sul largo crinale e sale dritto con numerose svolte, fino a quota 1200 m circa dove inizia a traversare verso destra. Qui è visibile il taglio verticale tra le piante che probabilmente sarà servito per far passare una teleferica. Dopo il traverso si continua a salire, a quota 1318 è possibile affacciarsi da un balcone naturale che permette la veduta su tutta la valle. Si rientra nel fitto bosco e la traccia si fa più esile e ripida (Piano dell'Orto). Per tracce di sentiero e seguendo i segni di vernice si sale dritti fino ad una fascia rocciosa. Per un varco tra le pareti # si riesce a superare questa barriera (1420 m circa) e si prosegue più facilmente su un sentiero più marcato #. Si continua nel fitto bosco fino ad uscire sui prati a quota 1630 m circa. Per una traccia di sentiero ci si tiene su un crinale e si sale dritti fino a quota 1675 m circa dove inizia il lungo traverso (palina di ferro, 2:00 ore #). Tra l'erba alta # si traversa lungamente sui ripidi prati # # che sprofondano nel sottostante fosso della Rava, a tratti la traccia non è ben visibile ed occorre affidarsi all'intuito; alcune paline di ferro confermano la traccia. A quota 1800 m circa si oltrapassa un fosso e dall'altra parte è visibile un grosso chiodo #. La traccia qui è migliore e il terreno più semplice. Ancora in obliquo si oltrepassano dei grossi massi e si raggiunge il bivio con il sentiero che sale dalla Radura del Quadrato (1925 m circa, 2:45 ore). Da qui è possibile continuare a salire verso il Vado di Ferruccio (vedi itinerario Monte Prena dal Lago di Pagliara.

Discesa

Se invece si decide di scendere occorre seguire il sentiero che subito oltre raggiunge un nevaio e oltrepassa un netto fosso. Su terreno pianeggiante si oltrepassa un altro fosso (fosso della Rava) e più oltre si raggiunge un crinale con una magnifica veduta su tutto il versante. Sempre su sentiero (bandierine giallo-rosse a tratti) si raggiunge un altro fosso molto marcato e più oltre un vecchio stazzo di pastori (1900 m circa #). Per via della vegetazione che nasce rigogliosa nei pressi degli stazzi, il sentiero non è ben visibile in questo tratto. Si continua a scendere su un crinale per poi oltrapassare il fosso della Pila a quota 1775 m, dove spesso è presente un altro nevaio. Dopo questo attraversamento la traccia, molto esile, supera dei ripidi brecciai e si riporta su di un crinale erboso. Tra radi segni di vernice si scende dritti (sentiero visibile solo in parte) fino a raggiungere una roccia con una piccola nicchia (1650 m circa). Qui la traccia non è visibile ma basta obliquare verso sinistra e portarsi sul margine del bosco dove si riprende di nuovo il sentiero che traversa in piano, passa in mezzo ad alcuni faggi e quindi esce di nuovo sui prati della Radura del Quadrato. Ci si tiene sulla destra costeggiando il bosco e prima della fine della radura si intercetta il sentiero che, verso destra, rientra nel bosco (1530 m circa, 4.15 ore). La mulattiera sempre ben netta scende decisa e dritta nel bosco (Cava Grande) fino ad incrociare il Sentiero dei 4 Vadi (1100 m circa). A destra si continua traversando su un sentiero non sempre comodo. Gunti in prossimità del fosso della Pila la traccia scende con due tornanti per entrare nel fondo del fosso spazzato via dalle recenti valanghe (999 m, cascata #). Ancora un breve tratto e si è al fosso della Rava anche questo contraddistinto dalle cascate che precipitano poco a monte del sentiero (1000 m circa #). Anche qui il terreno è abbastanza devastato dalle valanghe e dalle frane ed occorre destreggiarsi tra arbusti #. Si raggiunge il limite della cascata e quindi si traversa su terreno scosceso salendo a fianco della parete. Ripresa la traccia si continua a traversare fino ad incrociare il sentiero percorso all'andata (960 m circa). Per questo si torna al punto di partenza (702 m, 5:30 ore).

tracciato escursionismo, da san rocco ai prati di ferrucio - monte prena

Dati tecnici

  • Difficoltà: EE
  • Dislivello complessivo: 1400 m circa
  • Orario complessivo: 8:00/9:00 ore ore
  • Sviluppo complessivo: 18 Km circa
  • Segnaletica: tutto il percorso descritto è segnato con segni di verncie giallo-rossa, a volte sono bandierine # a volte bolli circolari #. Nel lungo traverso sopra il bosco sono presenti dei pali di ferro verniciati di giallo # # e alcuni ometti in pietra. Sulla carta del Cai L'Aquila il sentiero che sale dal Piano del Fallo fino ad incrociare il sentiero dei 4 Vadi ha il numero 244. Il sentiero del 4 Vadi ha il numero 243 mentre quello che sale dal colle delle Nozze ha il numero 244A. Dal bivio per il Vado di Ferruccio (1925 m circa) fino alla Radura del Quadrato e al sentiero dei 4 Vadi il numero diventa 239A. Da qui di nuovo 243. Questa numerazione non è presente sul terreno.
Bibliografia
  • Gran Sasso le più belle escursioni - Società Editrice Ricerche, Edizione 1996
Cartografia
  • Gran Sasso d'Italia - scala 1:25.000 - CAI Sezione dell'Aquila
  • Gran Sasso - scala 1:25.000 - Società Editrice Ricerche
  • Gran Sasso d'Italia - scala 1:25.000 - Edizioni Il Lupo
  • Gran Sasso d'Italia L'Aquila - scala 1:50.000 - Kompass
  • Gran Sasso e Monti della Laga - scala 1:35000 - Meridiani Montagne
  • Gran Sasso - scala 1.50000 - carta turistica - Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Immagini

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