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La valle delle Mandrelle è una delle meno frequentate e conosciute del parco nazionale della Majella. Il lungo avvicinamento "blocca" la maggior parte degli escursionisti e riserva l'accesso a chi è ben allenato oppure a chi didive l'escursione in due giorni. In effetti 2300 m di dislivello e oltre 30 Km di sviluppo sono parecchi ma la bellezza dei luoghi attraversati, la diversità degli ambienti e la sensazione di "wilderness" che a tratti si prova ripagano appieno lo sforzo profuso nella gita. Questo anello inizia da Fara San Martino, a soli 450 m di quota, proprio sopra le sorgenti del Verde, il fiume che alimenta i numerosi pastifici della zona (De Cecco e Del Verde i più conosciuti). Si inizia subito con le suggestive gole di San Martino dove alla fine della strettoria recenti lavori hanno riportato alla luce l'abbazia di San Martino in Valle, che varie alluvioni nel XIX secolo avevano sommerso sotto metri di ghiaia. Questi lavori però hanno anche deturpato l'accesso alla valle dove una bruttissima strada e una recente frana hanno rovinato il paesaggio in modo pesante. Questa valle è talmente lunga che durante il suo sviluppo prende tre nomi, all'inizio è valle di Santo Spirito poi diventa di Macchia Lunga ed infine, sotto la cima del monte Amaro, è valle Cannella.

La valle delle Mandrelle confluisce nella valle di Santo Spirito a Bocca dei Valloni, ma per risalirla occorre compiere un lungo giro ed arrivarci dall'alto, questo perchè la parte bassa è un lungo canyon interrotto da un salto isormontabile, la cascata del Macellaro. Per superare questo impedimento si aggira tutta la prima parte; occorre risalire la valle di Macchia Lunga e poi traversare lungamente sopra la forra fino a rientrare nel fondo della valle a circa 1900 m; sopra la cascata. In compenso questa "deviazione" ci consente di attraversare luoghi di notevole bellezza paesaggistica e di rilevanza storica come le varie grotte che si susseguono lungo il sentiero. Grotte che sono state abitate dai pastori per moltissimi secoli e d recente sistemate e adibite a bivacchi come la grotta dei Porci che si incontra appena dopo il bivio. Pochi letti e un camino, il minimo ma sufficiente per trascorrere una notte tranquilli. Diverso il caso della grotta Fredda; questa cavità è forse una delle ultime ancora frequentate da un pastore che ancora oggi in estate porta le capre al pascolo. Anche l'abbandono della pastorizia ha permesso il notevole incremento dei camosci che ormai vivono e si riproducono lungo le rocciose pareti dell'Acquaviva e del monte Pizzone verso sud o del monte S. Angelo a nord. Qui non dobbiamo dimenticarci che siamo all'interno di un Parco Nazionale e proprio questo ente ha curato la reintroduzione di questo splendido ungulato. Per questo giro occorre premunirsi di parecchia acqua; nella parte bassa si incontrano due fontane ma poi più nulla. Queste valli sono carsiche come poche e non conviene avventurarsi qui quando è troppo caldo. Raggiunta la cima del Pomilio si sarà ricompensati dalla fatica con il superbo panorama che si allarga a 360 gradi, verso nord le valli dell'Orfento e dei Tre Portoni verso sud-est la cima più alta del gruppo: il monte Amaro con l'inconfondibile bivacco rosso sulla cima.
Una gita da serie A.

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Accesso

Dalla piazza centrale di Fara San Martino si sale verso monte e dopo alcuni tornanti si lascia la strada principale e, dopo il ristorante ... si prende a destra una strada che in breve raggiunge la base della parete dove si parcheggia.

Salita

Dal parcheggio (458 m), si prende la strada che, verso destra, entra nella valle. La pista supera un tratto rovinato da una frana e termina all'imbocco della gola di San Martino, una strettoia che permette l'accesso al vallone di Santo Spirito. Superata la gola si oltrepassano i ruderi dell'abbazia di S. Martino in Valle e si prosegue sul sentiero che segue il fondovalle. Tra imponenti pareti rocciose costellate da grottoni si oltrepassa la fonte di Vaiz'long (570 m circa) e poi quella delle Vatarelle (850 m circa, 0:50 ore). Il sentiero, sempre netto, segue quasi fedelmente il fondo della valle di Santo Spirito. A quota 1055 m (Bocca dei Valloni, 1:20 ore # ) si lascia sulla destra il sentiero per la Grotta dei Callarelli e la Val Serviera e si continua (a sinistra) sul fondo della valle che qui prende un'altro nome e diventa valle di Macchia Lunga. Il largo sentiero supera una faggeta # quindi esce su una vasta radura dove al termine c'è l'ultima fonte della valle, la fonte del Milazzo (1596 m # ). Ancora un breve tratto e si raggiunge il bivio (cartello # ) per la Grotta dei Porci e la valle delle Mandrelle (1694 m, 2:30 ore). Preso il sentiero di destra, si sale per un ghiaione ed in breve si è alla grotta dei Porci (1745 m circa # ) adibita a ricovero # # . Pochi metri oltre si supera un'altra grotta ristrutturata # # e si continua sul sentiero che il leggera salita, dopo un breve tratto, sbuca su una radura. Qui occorre stare attenti e prendere il sentiero che sale deciso verso sinistra (1740 m circa). Un altro breve tratto e si esce dal bosco in una radura (Piano della Casa, 1783 m, 3:00 ore). In leggera discesa, il sentiero traversa con bellissimi affacci sulle gole sottostanti, poi supera lo stazzo della grotta di Fonte Gelata (1815 m circa # # ). Si supera un crinale e finalmente si inizia a vedere la lunghissima valle delle Mandrelle. Un ultimo tratto semi pianeggiante in un bosco di pini mughi e si raggiunge infine il fondo della valle (1930 m circa, 3:30 ore # ), poco oltre la cascata del Macellaro (non visibile dall'alto, vedere: Cascata del Macellaro. Da qui il sentiero diventa meno evidente e si sale intuitivamente tenendosi prevalentemente sul versante di destra della valle # sotto la cima del monte Acquaviva. Ogni tanto qualche paletto di legno o segno verde confermano la giusta direzione # . Dopo questo lungo tratto la valle si apre # e la traccia di sentiero entra in un breve canyon con un muretto sul fondo # . Qui sono possibili due opzioni, o continuare sul fondo della valle (rari paletti di legno) oppure si si porta sulla sinistra per risalire la ripida cresta che termina nei pressi della cima Pomilio. Se si sceglie la prima opzione si allunga un po' il percorso e si esce sulla cresta nei pressi del Primo Portone (sotto il monte Focalone) mentre nella seconda ipotesi si raggiunge direttamente la cresta tra il monte San Angelo e la cima Pomilio (2656 m, 5:15 ore # ).

Discesa

Dalla Cima Pomilio (2656 m # ) si scende facilmente verso ovest # ed in breve si raggiunge la sella (Secondo Portone, 2566 m). Qui conviene deviare a sinistra e iniziare a scendere lungo un valloncello, che permette di raggiungere il fondo della valle Cannella abbastanza agevolmente. Seguendo tracce di sentiero si superano i numerosi avvallamenti e si incrocia il sentiero principale che scende dal rifugio Manzini (ometto, 2240 m circa, 0:45 ore # ). Per il sentiero F1 o H1 a seconda dei segni che si incontrano si scende facilente lungo la valle Cannella e dopo un primo risalto si incrocia il bivio per la Grotta dei Diavoli (2125 m circa, 0:55 ore), un ricovero pastorale sotto le balze rocciose della Cima dell'Altare. Si contiuna lungo la valle; si oltrepassa una radura pianeggiante (Sala del Monaco, 1930 m circa), quindi si entra nel bosco di faggi # ed infine si raggiunge di nuovo il bivio per la valle delle Mandrelle dove eravamo passati in precedenza (1694 m, 1:30 ore). Per il percorso fatto all'andata si torna al parcheggio fuori le gole di San Martino (3:00 ore).

tracciato escursione da fara san martino alla cima pomilio per la valle delle mandrelle - parco nazionale della majella

Dati tecnici

  • Difficoltà: EE
  • Dislivello complessivo: 2300 m circa
  • Orario complessivo: 9:00/11:00 ore
  • Sviluppo complessivo: 32.00 Km circa
  • Segnaletica: da Fara San Martino a Bocca dei Valloni sentiero segnalato con bandierine bianco-rosse (sentiero H1 # # ). Da Bocca dei Valloni al bivio per Grotta dei Porci sentiero segnalato con segni verdi (senteiero F1 # ). Dal bivio alla cima del Pomilio per la valle delle Mandrelle sentiero segnalato con vernice verde (sentiero F4 # ), vernice gialla (4 # ) e paletti di legno. Dalla cima del Pomilio al Secondo Portone segni bianco-rossi. Dalla valle Cannella a Fara San Martino segni verdi (F1), bianco-rossi (H1) e paletti di legno. Cartelli segnavia ai bivi.
Bibliografia
  • Majella - le più belle escursioni - Società Editrice Ricerche
Cartografia
  • Carta 1:25000 Majella - SER
  • Carta 1:25000 Majella - CAI Sezione di Chieti
  • Carta 1:25000 Majella - Ed. Il Lupo

Immagini

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