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Penso che i pochi escursionisti che si avventurano su questa cima siano essenzialmente i soci del Club 2000m. Chi fa parte di questa associazione "deve" raggiungere tutti i duemila dell'Appennino e quindi anche questa vetta. Una cima che altrimenti sarebbe quasi totalmente dimenticata; primo perchè difficile da raggiungere (in tutti i sensi, non ultimo i pini mughi), secondo perchè si trova sotto ad un'altra vetta molto più importante: il monte Acquaviva. Per arrivarci si possono seguire diversi itinerari: dalla Maielletta per il monte Focalone e il monte Acquaviva (A/R), da Fara San Martino per la grotta dei Callarelli e la valle Acquaviva (A/R) oppure, sempre da Fara, per il vallone di Santo Spirito (Anello). La scelta migliore è sicuramente di raggiungere questa cima facendo una traversata, salire al monte Acquaviva (Maielletta, Rava del Ferro, ecc) e poi scendere a Fara San Martino per la grotta dei Callarelli (vedi itinerario Dalla Rava del Ferro alla val Serviera) sempre se non si dispone di più giorni, in questo caso la scelta ottimale è quella di bivaccare nei pressi di una delle grotte con acqua nei pressi e ... prendersela comoda.

L'itinerario descritto in questa pagina inizia da Fara San Martino e sale per la valle di Santo Spirito poi, raggiunto il monte Pizzone, scende per la grotta dei Callarelli, risale sulla cresta e ridiscende di nuovo per il vallone chiudendo così un anello. Si tratta di un'escursione molto impegnativa, oltre 30 Km per più di 2000 m di dislivello. E' vero che la zona è molto bella, selvaggia e maestosa però in effetti il giro è molto lungo e quindi se lo volete affrontare assicuratevi di essere allenati a sufficienza. Lungo il percorso si incontrano diverse fonti, una vera manna, specialmente in questo massiccio spesso molto avaro di acqua. Proprio la presenza di queste fonti ha permesso la realizzazione degli stazzi in quota, lungo questo percorso se ne incontrano diversi e addirittura uno (Grotta di Fonte Gelata) è ancora in uso. Il percorso per gran parte segue dei sentieri segnati, solo per raggiungere il monte Pizzone per la val Chiarina (toponimo non riportato sulle arte) occorre salire senza una traccia definita; inoltre anche nel primo tratto di discesa verso il vallone dell'Acquaviva occorre andare "ad occhio". In questa zona (valle dell'Acquaviva) il sentiero si sta rapidamente chiudendo, in alcuni brevi tratti già la sede è invasa dai pini mughi che rendono il cammino molto fastidioso. Probabilmente se questi sentieri non verranno riaperti tra pochi anni saranno impercorribili. Sono stati invece riaperti con molta celerità i tratti dei sentieri interessati dalla rovinosa valanga caduta nell'inverno 2015 # # #. Il nuovo tracciato passa un po' a monte del precedente ma risulta agevole. Di prim'ordine invece percorsa d'inverno con gli sci (vedi qui) Un itinerio molto bello e interesante che attraversa zone selvagge e di grande pregio naturalistico; peccato sia un po' troppo lungo.

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Accesso

Si può parcheggiare nell'ampio spiazzo adibito a parcheggio proprio nei pressi dell'imbocco della valle (460 m circa).

Salita

Dal parcheggio (460 m circa) si segue la strada brecciata subito chiusa da una sbarra #. Si entra nella gola e, superato lo stretto ingresso della valle (Gole di San Martino), ci si trova subito al cospetto dei ruderi di S. Pietro in valle. Il sentiero (H1 #) prosegue sempre tenendosi sul fondo valle di Santo Spirito, prima si supera la fonte Vaiz' Long (570 m circa #) poi la fonte delle Vatarelle (850 m circa, 0:50 ore) e quindi si giunge al bivio per la grotta dei Callarelli e la val Serviera (# Bocca dei Valloni 1055 m, 1:20 ore ore - nell'inverno 2015 una valanga ha modificato di poco il tracciato originale del sentiero #). Si continua in leggera salita tenendosi sempre sul fondo valle (valle di Macchia Lunga) e dopo aver superato la lunga fascia boscosa si esce su una radura dove al termine si trova la fonte Milazzo (1596 m). Da qui ancora per poco e si giunge al bivio (cartello #) per la cima Pomilio e la valle delle Mandrelle (1694 m, 2:30 ore). Qui si lascia il sentiero H1 che prosegue sul fondo di macchia lunga (vedi itinerario) e si prende il sentiero che taglia verso destra un ghiaione. Un breve tratto e si supera la grotta dei porci (1745 m circa) adibita a ricovero. Ancora un tratto nel bosco e, quando il sentiero esce dal bosco e diventa pianeggiante, si devia nettamente a sinistra per prendere la traccia che inizia a salire decisa (1740 m circa). Sempre seguendo un netto sentiero si oltrepassa il Piano della Casa dove la traccia inizia a scendere con un lungo traverso sopra le bastionate rocciose che precipitano sulla sottostante valle. Si oltrepassa la grotta di Fonte Gelata (1815 m circa, stazzo con pastore #), si riale un breve tratto, poi un lungo traverso semipianeggiante # tra pini mughi permette di raggiungere la lunga valle delle Mandrelle (1930 m circa, 3:30 ore). Qui si lascia la traccia che prosegue sul fondo (vedi itinerario) e si inizia a salire verso destra entrando nella valle Chiarina. Si segue il fondo di questa valle dove scorre un piccolo torrente (fino ad inizio estate) e si risale per tracce di sentiero. A quota 2015 m circa si oltrpassa una sorgente (cannello #) e da qui si prosegue senza una traccia segnata, tenendosi sul lato destro della valle (sinistra orografica #). Si sale un bel tratto fino a raggiungere una formazione rocciosa che si aggira sulla sinistra lasciandosi, sempre a sinistra,una lunga bastionata rocciossa #. Si rimonta sulla cresta verso destra quindi, dopo un altro breve tratto, si inizia a traversare per portarsi sulla crinale principale che unisce il monte Acquaviva al monte Pizzone (2400 m circa, 4:30 ore). Si inizia a scendere senza traccia obbligata fino ad una sella (ometto #). Qui occorre scendere qualche decina di metri sul versante della valle dell'Acquaviva. Obliquando ed evitando arbusti si incrociano delle tracce di sentiero che permettono di aggirare dal basso la fastidiosa fascia di pini mughi che avvolge la vetta. Per questa traccia si giunge senza grosse difficoltà in vetta (2214 m, 5:00 ore, ometto #).

Discesa

Dalla cima si ripercorre l'itinerario di salita fino a sotto la sella quindi si continua a traversare cercando di aggirare le macchie di pini #. Raggiunto il limite del fosso, si inizia a scendere portandosi sul fondo di questo valloncello. Dopo un tratto più ripido # si traversa verso sinistra, per prati, e si raggingono delle grotte #. Qui si scende decisi per raggiungere a quota 2000 la traccia di uno vecchio sterro di un vecchio acquedotto. La traccia di fa sempre più netta e si tiene sempre sulla sinistra orografica della valle. A tratti occorre avere un po' di intuito per aggirare le folte macchie di pini che hanno ormai invaso la sede della mulattiera #. Giunti nei pressi della grotta si attraversa il fosso che scende dalla valle del Forcone ed in breve si arriva alla grotta dei Callarelli (1600 m circa). Dalla grotta si scende al torrente (sentiero G6 #) che più in basso forma una delle forre più lunghe dell'Appennino (vedi itinerario val Serviera) e si segue il sentiero, adesso netto e tranquillo, che traversa lungamente in una bellissima faggeta. A quota 1593, si svalica il crinale che divide la val Serviera dalla valle di Santo Spirito. A quota 1350 m circa, si oltrepassa il bivio per la fonte del Peschio #. Ancora un lungo tratto, diventato ancora più lungo per via di una variante, prontamente realizzata, che permette di aggirare i resti della valanga #. Dopo aver superato il bivio per le cascate del Macellaro (1220 m circa #) vedi itinerario), raggiunge di nuovo la bocca dei valloni (1055 m, 2:50 ore). Da qui per il sentiero percorso all'andata si torna a Fara San Martino (4:20 ore).

tracciato escursionismo, da fara san martino al monte pizzone - majella

Dati tecnici

  • Difficoltà: EE
  • Dislivello complessivo: 2100 m circa
  • Orario complessivo: 9:00/11:00 ore
  • Sviluppo complessivo: 33 Km circa
  • Segnaletica:
Bibliografia
  • Majella - le più belle escursioni - Società Editrice Ricerche
Cartografia
  • Carta 1:25000 Majella - SER
  • Carta 1:25000 Majella - CAI Sezione di Chieti
  • Carta 1:25000 Majella - Ed. Il Lupo

Immagini

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