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Il versante occidentale di Cima Lepri è il più tormentato nel gruppo dei monti della Laga. Ripidissimi canali e crinali rocciosi si alternano per chilometri. Enormi lastroni di arenaria impediscono all'acqua di penetrare nel terreno costringendola così a scivolare nei numerosi fossi dove spesso forma cascate anche molto vistose. Il fosso di Piè di Lepre scende diretto da Cima Lepri formando una serie ininterrotta di salti per oltre 400 metri. A prima vista la zona sembra quasi inaccessibile. Invece, entrandoci dentro si scopre una vasta rete di sentieri. Mulattiere che collegavano i numerosi stazzi dei pastori disseminati su tutto il territorio, spesso in luoghi adatti più alle capre che agli umani. Questi sentieri si inoltravano in luoghi molto accidentati poichè i pastori avevano colonizzato tutti i pascoli possibili, spesso erano larghi e ben tenuti altre volte solo una esile traccia tra l'erba. Oggi sono percorsi di rado e spesso versano in stato di abbandono, l'erba ha invaso parzialmente la traccia e a volte non è semplice individuare il percorso.

Questo che risale il fosso di Piè di Lepre è un sentiero molto bello (sentiero delle Scalette), che attraversa luoghi selvaggi spesso con affacci verticali (occhio!). Ardito e ingegnoso, il tracciato, sfrutta i punti deboli del versante (cenge e rampe) per superare il ripido pendio sulla destra (salendo) del fosso . Non sempre la traccia è evidente ma generalmente si intuisce il percorso. Dopo questo tratto molto ripido il sentiero attraversa il fosso a circa 1850 m di quota e da qui sono possibili due opzioni. Si può proseguire nell'alveo del fosso (solo in stagione avanzata quando la portata d'acqua è minima) ma attenzione perchè occorre superare brevi tratti rocciosi con passaggi di I e II grado. Oppure si può proseguire (verso sinistra) per la lunga ed esposta cresta rocciosa, fino a ricongiungersi con il crinale di Piè di Lepre, dove si incrocia la Via Ranna, una multattiera che taglia ad alta quota gran parte del versante occidentale della Laga. Anche da questo punto sono possibili più varianti: si può proseguire per la cresta fino in vetta e li decidere dove scendere, oppure seguire la Via Ranna verso destra (fosso di Selva Grande), oppure verso sinistra (Cavallo di Voceto) oppure scendere direttamente per Peschio Palombo. Qui viene relazionata la discesa per la Via Ranna e il Cavallo di Voceto. Non è il percorso più breve nè probabilmente quello più suggestivo ma una delle varianti possibili. Il pregio di questa soluzione è che lungo il percorso ci si può facilmente rifornire di acqua, di contro giunti alla base della parete, occorre traversare lungamente fino a riprendere la strada fatta all'andata. Complessivamente un giro abbastanza lungo, che richiede una buona conoscenza dei luoghi e ottime capacità escursionistiche. In salita il sentiero è visibile (e segnato) solo a tratti e comunque solo nella parte bassa. In alto occorre andare "a naso". In discesa (Cavallo di Voceto) la traccia è segnalata con vistosi e abbondanti segni di vernice bianco-rossi. Poi per tutto il tratto in traversata fino alla strada di San Martino occorre affidarsi al proprio intuito. Naturalmente il periodo migliore è l'inizio estate quando la portata d'acqua è ancora abbondante ed è possibile rifornirsi d'acqua lungo il tragitto (sorgente sulla via Ranna, Fonte Ranna e naturalmente i vari fossi che si attraversano) inoltre, nella parte bassa del fosso Piè di Lepre, è visibile, una bella cascata, la "cascata delle Scalette". Un salto che d'inverno può essere risalita con piccozze e ramponi (vedi Cascata delle Scalette). Insomma, un itinerario riservato ad escursionisti esperti, molto bello e che ognuno può adattare alle proprie esigenze.

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Accesso

Da Amatrice si oltrepassa la chiesa dell'Icona Passatora e si raggiunge la chiesetta di San Martino dove si parcheggia (fonte nei pressi).

Salita

Dalla chiesa di San Martino (1150 m circa) si segue la strada che sale dritta verso monte #. Dopo circa 2,5 chilometri la strada termina (1390 m circa) ed inizia un netto sentiero che prosegue sul versante di sinistra del fosso di San Martino #. A quota 1445 m la traccia attraversa il fosso e si inizia a risalire il ripido versante. Quando il sentiero torna quasi pianeggiante, poco prima di un valico, lo si lascia e, verso sinistra, si prosegue su prati, senza sentiero. Si oltrepassa un vecchio stazzo diruto # quindi un tratto pianeggiante (colle Piano) fino ad un grosso masso. Da qui puntare dritti alla macchia di alberi soprastante costeggiandola sulla destra. Ci si porta sopra gli alberi, su terreno molto ripido #, seguendo esili tracce di passaggio fino a raggiungere un sentierino che traversa in piano verso sinistra. Al primo masso sono visibili due diversi segni di vernice #. Si continua ad obliquare verso sinistra # salendo su terreno abbastanza infido fino a un ottimo balcone. Si passa sotto la successiva macchia di alberi # e ci si porta sempre più nei pressi del fosso. Il sentiero qui è visibile a tratti ma sempre intuibile tra ripide paretine rocciose e inclinati prati erbosi. Giunti ad un ottimo punto panoramico si prosegue ancora verso sinistra # salendo per una crestina rocciosa poi ci si sposta nettamente a sinistra fino ad entrare nel fosso sotto alte balze rocciose. Un breve tratto di fianco al corso d'acqua e si giunge ad una confluenza di fossi sotto imponenti pareti rocciose (1845 m circa, 2.00 ore). Qui si attraversa il fosso # e si prosegue verso sinistra, prima in piano (traccia di sentiero) poi, raggiunto un crinale (fine sentiero), dritti sul filo di cresta. Questo lungo tratto di cresta lo si percorre tenendosi sul lato destro e ogni tanto sul filo dove non mancano balconi a picco sui canali sottostanti #. A quota 2181 m si raggiunge la cresta di Piè di Lepre (grosso ometto #). Un breve tratto di facile cresta e si è su un piccolo intaglio # dove si incrocia la Via Ranna (3.00 ore. Da qui si può raggiungere per la vetta di Cima Lepri continuando a seguire il crinale).

Discesa

Verso sinistra, si scende leggermente e, su tracce di sentiero non molto nette, si oltrepassa prima una sorgente (2159 m #) poi il fosso di Iaccio Porcelli (2135 m circa). Il sentiero in questo tratto non è molto marcato. Comunque senza mai perdere quota, anzi in lieve salita, si continua per un breve tratto fino ad uno spiazzo da dove la traccia diventa molto più visibile e senza più problemi si continua in leggera discesa fino alla fonte Ranna (2025 m circa, 3.30 ore #) sotto la Forca (Guado di Annibale). Da qui si segue il netto e segnalato sentiero # che scende verso il Cavallo di Voceto (il crinale che fa da spartiacque tra il fosso del Molinaro e il fosso di Iaccio Porcelli) e lo segue fino a quando verso sinistra si rientra nel fosso e lo si attraversa di nuovo (1620 m circa, 4.00 ore #). In leggera salita prima e in piano poi si traversa per un lungo tratto fino a 1500 m circa dove, prima di prendere una pista che scende verso destra si continua a traversare il versante senza mai perdere quota. Superato un crinale si intravede un colle con una croce sopra #, lo si raggiunge quindi si continua a scendere obliquando sempre verso sinistra. Giunti nei pressi di un marcato fosso si intravede in basso la strada che si deve raggiungere. Per tracce di sentiero si scende il ripido versante fino a riprendere la strada che senza problemi riporta a San Martino (5.00 ore).

tracciato escursione da san martino per il fosso piè di lepre sotto cima lepri nei monti della laga

Dati tecnici

  • Difficoltà: EE
  • Dislivello complessivo: 1050 m circa
  • Orario complessivo: 5:00/6:00 ore ore
  • Sviluppo complessivo: 15,5 Km
  • Segnaletica: segni bianco-rossi fino a monte Doro, qualche raro segno e ometto sul tratto a fianco del fosso Piè di Lepre, nulla nel tratto superiore. Nessuna indicazione nella Via Ranna, segni bianco-rossi sul sentiero che scende per il Cavallo di Voceto, nulla nel tratto per riprendere la strada di San Martino.
Bibliografia
  • Monti della Laga - le più belle escursioni (I edizione, 1990) - Società Editrice Ricerche

Cartografia

  • Carta 1:25000 - Società Editrice Ricerche

Immagini

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